ACC Naturale Architettura dove il rapporto tra il costruito, i materiali, la natura e il benessere delle persone è al centro dei progetti, sia per opere destinate al pubblico sia per opere private. 

CRISTIANA CATINO

Architetta e paesaggista, inizia il suo percorso con Andrea Bruno a Torino e Renzo Piano a Parigi ed è proseguito con Negozio Blu, studio di cui è stata co-fondatrice e partner e con il quale in più di vent’anni ha realizzato numerose e importanti opere in Italia, tra cui il primo Eataly a Torino. 
Dal 1995 si specializza in bioarchitettura (Casa Clima e Istituto Nazionale di Bioarchitettura), negli ultimi anni in permacultura e agricoltura sinergica e nel 2016 crea ACC Naturale Architettura.
Tra le realizzazioni più significative, il centro socioculturale Workout Pasubio, Parma (concorso 2016), l’albergo diffuso Fontanafredda (Alba 2017), Green Pea Retail Park 2020, interventi di restauro e di interior design, riqualificazioni urbane e paesaggistiche.

COLLABORANO E HANNO COLLABORATO

Alessandro Cacioppo
Attilio Michele De Palma
Luisa Dolza
Germana Ravazzolo
Mariangela Risolo
Rocco Scuzzarella
Alberto Castagnino
Loredana Favro
Marco Lagamba
Stefano Franchina
Milena Maccaferri
Jad Mohamad
Luca Vercelli

Studio Agnelli, Ai Studio-Ai Engineering, AIERRE Engineering, AK Ingegneria Geotecnica, CEAS Advisor to build the future, Coletti Ingegneria, ComunicArch we communicate architecture, Ing. Costanzoni, EQ Ingegneria, Studio Ferrero, Lageard Architettura, Ing. Laonigro, Larry Smith, Ing. Massobrio, Negozio Blu Architetti Associati, Fabio Oggero, PlaC Architecture Urban Design, Pi Greco Engineering, Pini Building our future-Swiss, Poliform Contract, QBO Studio, studio S.A.P.I., Staygreen, Studio Norberto Vairano, Studio Vigetti Merlo, 3+progetti, 4U Engineering, Luca Zanini Design e Comunicazione

LO STUDIO

Lo studio si trova in Borgo Aurora, una zona di Torino fortemente innovativa e in fase di riqualificazione, all’interno dell’ex-fabbricato industriale realizzato da Pietro Fenoglio nei primi del Novecento e poi ricostruito dopo i bombardamenti del luglio 1943. Nel dopoguerra, la società svizzera Chocolat Tobler aveva scelto Torino e questo edificio per impiantarvi la sua unica filiale all’estero. Nel 2009 è stato trasformato in un palazzo per uffici e abitazioni in cui l’elemento centrale è una corte dove grandi terrazze e giardini si affacciano su un giardino comune.